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Vitamina K2 & D3
La combo che riduce infortuni e aumenta potenza

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La vitamina D3 aumenta l’assorbimento di calcio; la vitamina K2 (specialmente MK-7/MK-4) attiva le proteine che “mettono” il calcio nello scheletro invece che nei tessuti molli: insieme migliorano qualità ossea e, indirettamente, performance e riduzione del rischio di infortunio.

Perché parlarne ora
Negli ultimi anni la ricerca ha consolidato il concetto che non basta “avere abbastanza vitamina D”: è importante che il calcio sia incanalato correttamente nel corpo. Qui entra in gioco la vitamina K2, che rende attive proteine come l’osteocalcina e la matrix Gla-protein: essenziali per la qualità dell’osso e per limitare la calcificazione vascolare. Integrare D3 senza una sufficiente K2 può avere senso dal punto di vista dell’assorbimento, ma la combinazione D3+K2 è la strategia biologicamente più coerente per supportare ossa forti e tessuti sani.

Cosa fa D3 e perché conta per forza e potenza


La vitamina D3 (colecalciferolo) regola l’attivazione dell’assorbimento del calcio nell’intestino, influenza il rimodellamento osseo e modula la funzione muscolare. Livelli adeguati di D sono stati associati a miglioramenti di forza, potenza esplosiva e recupero in diversi studi su atleti e adulti con carenza. Se un atleta è carente, correggere il livello di 25(OH)D può tradursi in guadagni misurabili nella performance.

Che ruolo ha la K2?


La vitamina K2 (menaquinone) è il cofatore necessario per la carbossilazione di proteine come osteocalcina (nelle ossa) e MGP (matrix Gla-protein) nei tessuti vascolari. Senza questa carbossilazione, osteocalcina non lega bene il calcio alla matrice ossea; MGP non blocca la calcificazione nei tessuti molli. In parole semplici: D3 aumenta il calcio disponibile, K2 dice dove metterlo e questo è cruciale per qualità ossea e per limitare calcificazioni indesiderate.

Cosa dicono gli studi: riduzione di fratture, miglior BMD e guarigione ossea


Meta-analisi e revisioni recenti indicano che la supplementazione con K2 (soprattutto MK-7/MK-4) è associata a miglioramenti della densità minerale ossea (BMD) e, in alcuni studi, a riduzione degli eventi di frattura, specialmente se combinata con D3.

In più, trial clinici recenti (in popolazioni selezionate, incluse persone con osteoporosi) mostrano risultati promettenti quando K2 è somministrata insieme a D3: migliori marker di turnover osseo, migliore consolidazione e, in alcuni casi, aumento del tasso di fusione ossea dopo interventi.

Questi risultati suggeriscono che la combo K2+D3 non è solo teorica ma ha effetti clinici osservabili.

Nota pratica: non tutti gli studi sono identici (dosaggi, forme di K2, durata), ma la tendenza generale supporta un effetto sinergico.

Perché la combo può ridurre infortuni e aumentare potenza (meccanismi biologici)


1. Ossa più robuste = meno rischio di fratture da carico e micro-traumi. Ossa con migliore qualità e densità sopportano meglio gli stress ripetuti di allenamento.
2. Muscolo e performance: D3 favorisce la funzione muscolare (contrazione, forza). Se le ossa sono in grado di trasmettere carico in modo efficiente e il muscolo funziona meglio, il risultato pratico è più potenza e minore rischio di infortunio da perdita di controllo o sovraccarico.
3. Meno calcificazioni indesiderate e migliori tessuti connettivi: la K2 attiva MGP che limita depositi di calcio in arterie e tessuti; questo mantiene l’elasticità e la funzione dei tessuti di supporto attorno all’osso e al muscolo.

Dose, forme e come implementare (linee guida pratiche)
• D3 (colecalciferolo): dosaggi dipendono dal livello basale di 25(OH)D; molte linee guida raccomandano 800–2000 IU/die per prevenzione, ma in caso di deficit clinico il medico può prescrivere dosi più alte tempisticamente. Obiettivo ragionevole per molti atleti: 25(OH)D > 30 ng/mL (75 nmol/L), con valutazione tramite esame del sangue.
• K2 (menaquinone): le forme comuni sono MK-4 (dosi più alte necessarie) e MK-7 (ottima biodisponibilità, azione più lunga). Studi clinici utilizzano spesso MK-7 nell’ordine di 180–360 μg/giorno, o MK-4 in mg (forme farmacologiche). La scelta della forma e la dose andrebbero fatte in base a evidenze e disponibilità.
• Strategia pratica per atleti: se i livelli di D sono bassi, correggi D3 sotto supervisione (es. 2000 IU/die o terapia guidata per deficit) e considera l’aggiunta di K2 (MK-7, 180–360 μg/die) per “proteggere” e ottimizzare il deposito di calcio nello scheletro. Parla con un professionista per adattare dosi e testare i livelli.

Sicurezza e controindicazioni (ciò che devi assolutamente sapere)
• Anticoagulanti (warfarin e altri antagonisti della vitamina K): la vitamina K (anche K2) può influenzare l’effetto degli anticoagulanti. Se assumi warfarin o simili, NON iniziare o modificare la supplementazione con K2 senza consultare il medico e il team che monitora l’INR.
• Eccesso di vitamina D: la vitamina D è liposolubile e a dosi molto elevate può portare a ipercalcemia e problemi clinici; per questo è bene monitorare i livelli e non auto-somministrarsi megadosi a lungo senza controllo.
• Interazioni e qualità prodotto: scegli prodotti con tracciabilità, dosaggi chiari e, quando possibile, dati di laboratorio indipendenti. In atleti agonisti cerca certificazioni anti-doping o test di terze parti per minimizzare rischi di contaminazione.

Come testare e misurare risultati nel tempo
1. Baseline: esegui un controllo di 25(OH)D e, se possibile, valuta marcatori di turnover osseo (es. P1NP, CTX) e densitometria (DXA) se appropiato.
2. Dopo 3 mesi: ricontrolla 25(OH)D; aspetta almeno 6–12 mesi per valutare variazioni significative di BMD.
3. Valuta performance + infortuni: tieni un diario di carico e infortuni: diminuzioni di micro-traumi/fastidi o migliorie nella forza/power possono emergere nel medio periodo (mesi).
Questa impostazione permette di collegare cambiamenti soggettivi e oggettivi alla strategia integrativa.

Un approccio pratico per allenatori e atleti
• Non considerare K2+D3 come “miracolo”: è un supporto che migliora la base biologica per ossa e muscoli.
• Integra con: adeguata assunzione proteica, carico di allenamento progressivo, valutazione tecnica, e recupero.
• Se lavori con atleti master o soggetti a rischio osteoporosi, discuti con il medico sportivo programmi di integrazione e screening.

Conclusione
Vitamin D3 e K2 sono partner naturali: D3 rende disponibile il calcio, K2 assicura che venga depositato nelle ossa dove serve. Le evidenze cliniche e biologiche indicano un beneficio della combinazione sulla densità ossea, sulla qualità della matrice ossea e, indirettamente, su performance e prevenzione degli infortuni. Tuttavia, l’approccio va personalizzato: test dei livelli, scelta della forma (MK-7 vs MK-4), dosaggi e controllo medico sono imprescindibili.

FAQ
D: Posso prendere D3 senza K2?
R: Sì, ma se assumi D3 in modo continuativo è sensato assicurarsi un’adeguata assunzione di K2 (o alimentare) per ottimizzare il metabolismo del calcio e ridurre il rischio di depositi inappropriati.

D: Quali test devo fare prima di cominciare?
R: Misura il 25(OH)D; se sei a rischio o sopra i 50 anni valuta DXA e, se necessario, marker di turnover osseo.

D: K2 è sicuro per chi è atleta agonista?
R: Sì, ma scegli prodotti testati da terze parti per minimizzare rischio di contaminazione da sostanze vietate.

D: Quando vedrò benefici in performance?
R: Miglioramenti di forza dovuti alla correzione della carenza di D possono comparire in settimane; effetti su BMD richiedono mesi/anni. Monitoraggio e pazienza sono fondamentali.






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