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Omega-3 vs olio di krill
Quale fonte scegliere per ridurre l’infiammazione post-workout?

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Dopo un allenamento intenso, il corpo entra in una fase di infiammazione fisiologica: i muscoli danneggiati si rigenerano, le cellule si riparano e inizia il processo di adattamento che porta a maggior forza e resistenza.
Tuttavia, quando l’infiammazione è eccessiva o prolungata, può compromettere il recupero e le performance successive. È qui che entrano in gioco gli acidi grassi Omega-3, noti per le loro proprietà antinfiammatorie e per la capacità di supportare il recupero muscolare.
Ma qual è la fonte migliore: l’olio di pesce tradizionale o il più recente olio di krill?


Omega-3 e infiammazione: come aiutano il corpo


Gli Omega-3 sono grassi “buoni” che il nostro organismo non è in grado di produrre da solo, quindi dobbiamo assumerli con l’alimentazione o con integratori. I più importanti sono l’EPA e il DHA, che svolgono un ruolo chiave nel tenere sotto controllo l’infiammazione.
Nel corpo, gli Omega-3 aiutano a bilanciare gli effetti degli Omega-6, un altro tipo di grasso più presente nella dieta moderna e che tende a favorire i processi infiammatori. In questo modo, contribuiscono a mantenere i tessuti in equilibrio e a ridurre le reazioni infiammatorie eccessive.

Dopo l’attività fisica, assumere Omega-3 può aiutare a:
• ridurre la rigidità muscolare e i dolori che compaiono dopo l’allenamento
• migliorare la risposta dell’organismo all’insulina e il metabolismo dei grassi
• favorire la riparazione delle cellule danneggiate
• limitare la produzione di molecole che alimentano l’infiammazione.


Olio di pesce: la fonte classica di Omega-3


L’olio di pesce è la fonte più conosciuta e studiata di EPA e DHA. Si ottiene da pesci grassi come salmone, sgombro, sardine e acciughe.
Tra i vantaggi principali:
• Alta concentrazione di EPA e DHA: le formulazioni di qualità contengono fino al 60–70% di Omega-3 puri.
• Ricerca consolidata: centinaia di studi clinici ne dimostrano l’efficacia nel ridurre i marker infiammatori e migliorare la salute cardiovascolare e muscolare.
• Costo contenuto: rispetto all’olio di krill, è generalmente più economico e disponibile in vari formati.
Tuttavia, presenta anche qualche limite: l’assorbimento può variare in base al tipo di trigliceride usato nella lavorazione, può dare retrogusto di pesce, e la qualità dipende fortemente dalla purezza e dal controllo dei contaminanti – metalli pesanti, PCB, ossidazione.


Olio di krill: la nuova frontiera degli Omega-3


Negli ultimi anni l’olio di krill, estratto da piccoli crostacei antartici, ha attirato l’attenzione degli sportivi per alcune caratteristiche uniche.
La principale differenza rispetto all’olio di pesce è la forma chimica: gli Omega-3 nel krill sono legati ai fosfolipidi, anziché ai trigliceridi. Questo li rende più biodisponibili, ovvero più facili da assorbire e utilizzare a livello cellulare.
Inoltre, l’olio di krill contiene astaxantina, un potente antiossidante naturale che protegge gli acidi grassi dall’ossidazione e contribuisce a ridurre lo stress ossidativo post-allenamento. Alcuni studi hanno evidenziato che, a parità di dosaggio, l’olio di krill può aumentare i livelli plasmatici di EPA e DHA più efficacemente rispetto all’olio di pesce.
Gli svantaggi? Il costo è più elevato, la concentrazione di Omega-3 per capsula è inferiore, e la disponibilità può essere limitata. Tuttavia, la qualità e la purezza del prodotto sono generalmente molto alte, poiché il krill vive in acque estremamente pulite.


Quale scegliere per il recupero post-workout
In base alle evidenze attuali, entrambe le fonti sono efficaci nel ridurre l’infiammazione e favorire il recupero muscolare, ma con alcune differenze pratiche:
• se cerchi il miglior rapporto qualità/prezzo e vuoi una fonte consolidata, l’olio di pesce resta la scelta ideale.
• se invece punti su massima biodisponibilità e azione antiossidante integrata, l’olio di krill offre un vantaggio qualitativo, specie per chi si allena frequentemente o pratica sport ad alta intensità.
In ogni caso, la costanza nell’assunzione è più importante della fonte scelta: l’effetto degli Omega-3 è cumulativo e si manifesta nel tempo, non in pochi giorni.


Come e quando assumerli
Per supportare il recupero e ridurre l’infiammazione, le linee guida suggeriscono:

• Dosaggio: da 1 a 3 grammi di EPA + DHA al giorno, in base al livello di attività fisica e alla dieta.

• Timing: preferibilmente con un pasto contenente grassi, per ottimizzare l’assorbimento.

• Costanza: assunzione quotidiana per almeno 6–8 settimane prima di valutarne gli effetti.

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