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Alimentazione sostenibile per l’atleta
Proteine alternative insetti, microalghe e impatto ambientale

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Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un tema centrale anche nel mondo dello sport e dell’alimentazione: sempre più atleti, infatti, sia professionisti che amatoriali, si chiedono come nutrirsi in modo efficace senza pesare sull’ambiente. Questo perché le proteine, fondamentali per la crescita muscolare e il recupero, sono spesso tra gli alimenti con il maggiore impatto ambientale, soprattutto quando derivano da carne o latticini.
Da qui nasce l’interesse crescente verso fonti proteiche alternative, come insetti e microalghe, che promettono di coniugare performance, salute e sostenibilità.


Le ragioni del cambiamento
Le fonti proteiche tradizionali, ovvero carne, pesce, uova e latticini, forniscono amminoacidi essenziali, ma la loro produzione richiede enormi quantità di risorse naturali. Per esempio, per ottenere un chilo di carne bovina servono fino a 15.000 litri d’acqua e si producono circa 60 chili di anidride carbonica equivalente. Inoltre, gli allevamenti intensivi contribuiscono alla deforestazione e al consumo di suolo agricolo.

Insetti e microalghe, invece, rappresentano alternative ad alta efficienza: contengono grandi quantità di proteine di buona qualità, richiedono pochissima acqua e terreno e generano emissioni molto più basse.
Per l’atleta che desidera ridurre il proprio impatto ambientale senza rinunciare alle prestazioni, dunque, queste nuove fonti possono essere un’ottima soluzione.


Insetti commestibili: una fonte proteica sorprendente


In gran parte del mondo, gli insetti sono già un alimento comune. In Europa, invece, se ne sta diffondendo lentamente il consumo, soprattutto sotto forma di farine e barrette proteiche a base di grilli, locuste o larve di tenebrione.

Dal punto di vista nutrizionale, gli insetti sono una fonte proteica di alta qualità, con un contenuto che può raggiungere il 60–70% del loro peso secco. Offrono un profilo amminoacidico completo, simile a quello della carne, e sono ricchi di ferro, zinco, vitamina B12 e grassi buoni. Queste caratteristiche li rendono ideali per chi si allena regolarmente e ha bisogno di nutrienti che supportino energia, forza e recupero.

Anche sul piano ecologico, i vantaggi sono evidenti: gli insetti richiedono pochissimo spazio, si nutrono di scarti vegetali e producono emissioni di gas serra fino a venti volte inferiori rispetto ai bovini. Inoltre, quasi nulla del loro corpo va sprecato, e perfino i residui possono essere utilizzati come fertilizzante naturale.

E cosa dire dal punto di vista del gusto? Ad oggi, la tecnologia alimentare ha fatto grandi passi avanti: le farine di insetti hanno sapori neutri o leggermente tostati, facilmente integrabili in prodotti come pancake, pasta, snack o barrette proteiche.


Microalghe: il superfood sostenibile


Le microalghe, come spirulina e clorella, rappresentano un’altra interessante alternativa.
Questi microrganismi crescono in acqua, non necessitano di suolo fertile e possono svilupparsi anche in ambienti estremi; inoltre, durante la crescita assorbono grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo così a ridurre l’impatto climatico complessivo della loro produzione.

Dal punto di vista nutrizionale, la spirulina contiene tra il 60 e il 70% di proteine e offre tutti gli amminoacidi essenziali. È inoltre ricca di ferro, magnesio, vitamine del gruppo B e antiossidanti che aiutano a contrastare lo stress ossidativo generato dall’attività fisica intensa.

La clorella, invece, è apprezzata per il suo contenuto di clorofilla, fibre e micronutrienti che favoriscono la depurazione e il benessere intestinale.


Come integrarle nella dieta sportiva
Queste alternative proteiche possono essere integrate facilmente nella dieta sportiva, anche senza dover necessariamente rinunciare completamente alle proteine tradizionali. L’obiettivo iniziale, infatti, è diversificare l’apporto proteico, introducendo gradualmente prodotti più sostenibili.

Un atleta può iniziare provando barrette o polveri proteiche a base di farina di insetto come spuntino post-allenamento, oppure aggiungendo spirulina o clorella in frullati, yogurt o pancake. Esistono anche paste e pane arricchiti con proteine alternative, facilmente reperibili nei negozi specializzati o online.

Inoltre, importante da sapere, per chi segue una dieta vegetariana o vegana, le microalghe rappresentano una fonte proteica completa e naturale.


Verso una nutrizione sportiva più sostenibile


Come ormai constatiamo da tempo, la nutrizione sportiva del futuro sarà sempre più personalizzata, funzionale e sostenibile. In questo contesto, insetti e microalghe non sono solo curiosità alimentari, ma vere e proprie risorse per costruire diete attentamente studiate, ad alte prestazioni e a basso impatto ambientale, in modo da allenare non solo il corpo, ma anche la consapevolezza su ciò che mettiamo nel piatto, per noi e per il pianeta.

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