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Nutrigenomica e integrazione personalizzata
Come funziona per lo sportivo

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Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di nutrigenomica, una parola che unisce due concetti fondamentali: nutrizione e genetica. Ma cosa significa davvero, e perché sta diventando così importante anche per chi pratica sport? In questo articolo scopriremo come la nutrigenomica può aiutare a creare piani alimentari e di integrazione su misura, in base al proprio DNA e alle proprie esigenze di performance.


Cos’è la nutrigenomica


La nutrigenomica è una scienza che studia come i nutrienti influenzano il nostro patrimonio genetico e, al tempo stesso, come i nostri geni influenzano il modo in cui metabolizziamo i nutrienti.

In altre parole, due persone possono mangiare lo stesso alimento o assumere lo stesso integratore, ma ottenere risultati diversi, perché i loro geni “rispondono” in modo differente.
La nutrigenomica aiuta a capire queste differenze e a personalizzare la dieta e l’integrazione in base alle proprie caratteristiche genetiche.


Come funziona nella pratica
Tutto parte da un test genetico, di solito realizzato con un semplice tampone salivare. Il campione viene analizzato per identificare alcune varianti genetiche legate al metabolismo, all’assorbimento dei nutrienti, alla risposta infiammatoria e alla capacità di detossificazione dell’organismo.

Una volta ottenuti i risultati, un nutrizionista o un medico specializzato può interpretare i dati e creare un piano alimentare e di integrazione personalizzato.

Ad esempio, il test può evidenziare se una persona ha una minore capacità di assorbire vitamina D o ferro, o se tende a infiammarsi più facilmente dopo allenamenti intensi, oppure se metabolizza male i grassi saturi o gli zuccheri semplici, o ancora se risponde meglio a un tipo di allenamento aerobico o anaerobico.

Sulla base di queste informazioni, è possibile ottimizzare l’alimentazione e scegliere gli integratori più adatti per migliorare la performance, ridurre l’infiammazione e accelerare il recupero.


I vantaggi per lo sportivo


Per chi pratica sport in modo costante, la nutrigenomica rappresenta un passo avanti rispetto ai consigli generici sull’alimentazione e sull’integrazione.
Tra i principali vantaggi troviamo:

• integrazione mirata: si evitano supplementi inutili o inefficaci, concentrandosi solo su ciò che serve davvero

• prevenzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo: conoscendo la propria predisposizione genetica, è possibile agire prima che si manifestino problemi come affaticamento cronico o dolori muscolari ricorrenti

• recupero più rapido: alcuni nutrienti possono essere modulati in base alla capacità individuale di riparare i tessuti e smaltire le tossine

• performance ottimizzata: adattando dieta e integrazione al proprio profilo genetico, si possono ottenere progressi più costanti e sostenibili nel tempo.



Un supporto, non una scorciatoia
È importante sottolineare che la nutrigenomica non è una “bacchetta magica”: conoscere i propri geni, infatti, non sostituisce una dieta equilibrata, un buon allenamento e uno stile di vita sano; serve piuttosto a rendere più preciso e personalizzato il percorso. Infatti, gli integratori consigliati sulla base del profilo genetico, come Omega-3, vitamina D, antiossidanti o probiotici, vanno sempre inseriti all’interno di un piano completo, seguito da un professionista qualificato.

La nutrigenomica ci insegna che la chiave del benessere è nella personalizzazione e che ogni corpo ha il suo linguaggio unico. Così sta aprendo la strada a una nuova visione della salute e della performance: non più regole uguali per tutti, ma strategie su misura.

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