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Integratori e normative
Come leggere le etichette, riconoscere contaminazioni e claim ingannevoli

Nutrition Store

Nel mondo del fitness e del benessere, gli integratori alimentari sono ormai una presenza costante: proteine, aminoacidi, omega-3, vitamine e prodotti “detox” riempiono scaffali e feed dei social. Ma non sempre in maniera chiarissima. Spesso, infatti, ciò che viene pubblicizzato come “naturale”, “potente” o “ad azione rapida” potrebbe non essere realmente sicuro, utile o efficace come sembra.
Si tratta di strategie di marketing, che possono enfatizzare i benefici, trascurando di spiegare aspetti poco appealing come limiti, tempistiche o aspettative realistiche.
Così, capire come leggere le etichette e conoscere le normative di riferimento è fondamentale per scegliere in modo consapevole, evitando sia le contaminazioni sia i claim ingannevoli che promettono più di quanto il prodotto possa fare o persino più di quanto la legge consenta.


Cosa dice la legge sugli integratori


Gli integratori alimentari non sono farmaci: si tratta di prodotti destinati a integrare la dieta, contenenti nutrienti o altre sostanze con effetto fisiologico, ma senza finalità terapeutiche.
In Europa, la produzione e la commercializzazione sono regolate dalla Direttiva 2002/46/CE, recepita in Italia dal D.Lgs. 169/2004.
Questo comporta che:

• gli integratori devono essere sicuri per il consumo umano

• devono riportare in etichetta ingredienti, dosaggi, modalità d’uso e avvertenze

• non possono vantare effetti curativi o preventivi delle malattie, come fanno i farmaci

• le indicazioni salutistiche, i cosiddetti claim, devono essere autorizzate dall’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare - in altre parole, se su un’etichetta leggi “rafforza il sistema immunitario” o “migliora la concentrazione”, questa frase dovrebbe essere basata su prove scientifiche riconosciute e approvata dalle autorità competenti.



Come leggere correttamente un’etichetta
Una buona abitudine per chi usa integratori è leggere l’etichetta con occhio critico. Ecco gli elementi principali da controllare:

• Denominazione del prodotto: deve indicare chiaramente di che tipo di integratore si tratta – vitaminico, proteico, amminoacidico, ecc.

• Ingredienti e dosaggi: devono essere specificati tutti i componenti e in quali quantità sono presenti nel prodotto.

• Porzione consigliata: indica la quantità di prodotto che si dovrebbe assumere al giorno per ottenere i benefici previsti.

• Avvertenze obbligatorie: devono essere presenti frasi dedicate alla sicurezza del consumatore, come “non superare la dose giornaliera consigliata” e “gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata”.

• Indicazioni nutrizionali: si riferiscono al contenuto del prodotto, ad esempio “ricco in proteine”, “a basso contenuto di zuccheri” o “fonte di fibre”. Servono a descrivere la composizione dell’integratore, non i suoi effetti sul corpo.

• Indicazioni salutistiche – claim: è il modo in cui il prodotto viene presentato al pubblico – cosa fa, come lo fa, cosa promette, ecc. Si tratta, praticamente, degli effetti fisiologici e dei benefici del prodotto, come “contribuisce al normale metabolismo energetico” o “aiuta la funzione muscolare”.

• Lotto e data di scadenza: servono a garantire la tracciabilità e la sicurezza del prodotto. Il numero di lotto permette di risalire al ciclo di produzione in caso di controlli o richiami, mentre la data di scadenza indica fino a quando l’integratore mantiene le sue caratteristiche nutrizionali e di sicurezza.

Se un integratore non riporta queste informazioni, o se l’etichetta è tradotta male o è incompleta, è meglio non acquistarlo.


Riconoscere possibili contaminazioni
Uno dei rischi meno noti, ma più seri, è quello delle contaminazioni.
Alcuni integratori, soprattutto quelli di origine non certificata o acquistati online da siti esteri, possono contenere sostanze dopanti, metalli pesanti o residui non dichiarati. Le cause possono essere diverse: impianti di produzione non controllati, materie prime di scarsa qualità o errori nel processo di miscelazione.
Si tratta di un rischio molto serio e, ça va sans dire, sarebbe meglio non acquistare questi prodotti.

Lasciando da parte il gravissimo pericolo di assumere sostanze tossiche, facciamo l’esempio di un rischio concreto per gli sportivi, in particolare quelli soggetti a controlli antidoping: anche tracce minime di sostanze vietate, seppur assunte inconsapevolmente con un integratore contaminato, possono determinare una positività, con tutte le conseguenze del caso.

Per ridurre questo rischio, è consigliabile:
• scegliere prodotti con certificazioni di qualità – ad esempio Informed Sport, NSF Certified for Sport, ISO 22000, GMP
• acquistare solo da marchi riconosciuti e canali ufficiali
• evitare integratori che promettono risultati troppo rapidi o spettacolari, tipo “effetto immediato”, “massa in una settimana”, ecc.
• diffidare di prodotti venduti senza indicazione del produttore o importatore.


Claim ingannevoli: come riconoscerli
Il marketing nel settore del benessere è sempre più aggressivo. Molti claim pubblicitari, infatti, giocano sull’ambiguità e si muovono proprio sul limite di ciò che è concesso dalla legge.
Ecco alcuni esempi di frasi da interpretare con cautela:

• “Brucia i grassi in modo naturale”
• “Depura il fegato e elimina le tossine”
• “Aumenta la massa muscolare senza sforzo”
• “Rinforza il sistema immunitario in pochi giorni”

Queste affermazioni non possono essere scientificamente dimostrate nei modi in cui vengono spesso presentate. Un integratore, da solo, può supportare un processo fisiologico, ma non può sostituire un corretto stile di vita, una dieta equilibrata, un buon sonno o un allenamento costante – né tantomeno i farmaci laddove necessario.
Il consiglio è sempre lo stesso: leggere le etichette con senso critico ed eventualmente cercare fonti indipendenti da cui informarsi. In più, l’EFSA e il Ministero della Salute pubblicano online elenchi aggiornati dei claim approvati, dove è possibile verificare se una determinata affermazione è autorizzata o meno.


Consapevolezza e responsabilità
Nell’uso di integratori, la trasparenza e la qualità devono essere priorità assolute, soprattutto per chi pratica sport e vuole migliorare le proprie prestazioni in sicurezza. In fondo, basta ricordare queste tre semplici regole:

1. scegliere prodotti certificati rivolgendosi a rivenditori affidabili

2. rispettare le dosi consigliate e non sostituire gli integratori alla dieta

3. diffidare delle promesse facili e dei “rimedi miracolosi”

Solo così l’integrazione diventa davvero uno strumento al servizio della salute, e non un rischio nascosto dietro etichette accattivanti.

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