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Probiotici per atleti
La nuova frontiera di endurance

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I probiotici non sono più solo “buoni per la pancia”: negli ultimi anni ricerche mirate hanno mostrato che ceppi selezionati possono aiutare gli atleti a ridurre le infezioni respiratorie, attenuare la risposta infiammatoria post-esercizio e migliorare tolleranza gastrointestinale durante sforzi prolungati. Questo articolo spiega quali ceppi hanno più evidenze, come funzionano, come sceglierli e cosa aspettarsi realisticamente.

Punti rapidi
• Riduzione delle URTI e della loro durata in atleti che assumono probiotici.
• Effetti su endurance e recupero dipendono molto da ceppo, dose e durata.
• Dosi usate negli studi vanno tipicamente da 10^9 a 10^11 CFU/giorno; occhio alla stabilità fino a scadenza.

Perché i probiotici interessano gli atleti


L’esercizio intenso altera il microbiota intestinale e può aumentare la permeabilità intestinale (la cosiddetta “leaky gut”) in particolari condizioni—questo favorisce infiammazione sistemica, peggiora sintomi gastrointestinali e può aumentare il rischio di infezioni respiratorie in atleti sottoposti a carichi pesanti o gare prolungate. Intervenire sul microbiota con ceppi mirati può quindi ridurre questi effetti avversi e supportare performance e recupero.

Cosa dicono le evidenze: cosa è consolidato e cosa no


La letteratura mostra risultati promettenti ma non uniformi. Meta-analisi e revisioni indicano che i probiotici possono ridurre sia l’incidenza sia la durata delle infezioni delle vie respiratorie superiori (URTI) negli atleti, un dato pratico molto interessante soprattutto in stagioni agonistiche.

Per quanto riguarda la performance (VO₂max, tempo all’esaurimento, soglia di fatica), alcuni studi su ceppi specifici, e in particolare su ceppi di Lactobacillus plantarum, riportano miglioramenti misurabili in endurance, forza relativa e parametri di affaticamento, ma gli effetti sono spesso modesti e molto dipendenti da popolazione, protocollo di allenamento e durata della supplementazione.

Infine, gli studi su sintomi gastrointestinali forniscono risultati misti: in alcuni trial si osserva riduzione dei disturbi GI in gara e in allenamenti lunghi, in altri l’evidenza è debole o assente. Questo significa che la scelta del prodotto e la durata dell’assunzione sono cruciali.

Meccanismi: come i probiotici possono aiutare (in parole semplici)


I probiotici possono esercitare benefici atletici attraverso più vie complementari:
1. Miglioramento della barriera intestinale: rafforzano la mucosa, riducendo il passaggio di endotossine (LPS) che altrimenti scatenano infiammazione sistemica.
2. Modulazione immunitaria: alcuni ceppi favoriscono una risposta più bilanciata (maggiore IL-10, minori picchi di citochine pro-infiammatorie) dopo sforzi intensi, agevolando il recupero.
3. Produzione di metaboliti utili: favorendo batteri che producono acidi grassi a catena corta (SCFA), migliorano il metabolismo energetico e la comunicazione intestino-cervello.
4. Riduzione di disturbi GI: meno nausea, crampi o diarrea durante gare lunghe significa prestazione percepita migliore e meno giorni persi per malattia.

Quali ceppi hanno più evidenze per atleti


Non esiste “il probiotico” unico: l’efficacia dipende dal ceppo. Tra quelli con evidenze positive in contesti sportivi troviamo:
• Lactobacillus plantarum (alcuni isolati come PL-02 o TWK10): trial su soggetti allenati hanno mostrato benefici su resistenza, affaticamento e alcuni biomarker.
• Consorzi multi-ceppo a base di Lactobacillus e Bifidobacterium: spesso utilizzati negli studi che misurano URTI e tolleranza gastrointestinale.
Regola pratica: cerca prodotti che dichiarino il ceppo esatto (es. Lactobacillus plantarum TWK10), riportino i CFU alla data di scadenza e citino trial clinici sullo stesso ceppo/formulazione.

Dose, durata e modalità di assunzione


Le ricerche sportive usano tipicamente dosaggi tra 10⁹ e 10¹¹ CFU/giorno, con effetti visibili dopo 4–12 settimane di assunzione regolare. La International Society of Sports Nutrition e altre revisioni suggeriscono che una dose giornaliera intorno a 10¹⁰ CFU può essere efficace per obiettivi immunitari negli atleti, ma il range efficace varia per ceppo e outcome.
Timing pratico: assumi il probiotico quotidianamente, preferibilmente con un pasto (per migliorarne la sopravvivenza gastrica), e mantieni la supplementazione per almeno 6–8 settimane per valutare effetti clinici.

Chi può trarne più vantaggio


• Atleti di endurance (corsa, ciclismo, triathlon) che affrontano gare lunghe e rischiano disturbi GI.
• Sportivi in periodi di allenamento intenso o in tour/transfer, dove aumenta il rischio di URTI.
• Chi cerca un supporto per il recupero infiammatorio post-allenamento.
Per soggetti immunocompromessi o con patologie complesse è obbligatorio il consulto medico prima dell’uso.

Limiti, rischi e buone pratiche


• Eterogeneità degli studi: risultati variabili per ceppi, dosi e popolazioni; non aspettarti miracoli universali.
• Sicurezza: generalmente sicuri per soggetti sani; effetti collaterali lievi (gonfiore, flatulenza) sono comuni nelle prime settimane. In persone con difese compromesse raramente sono state riportate infezioni sistemiche: serve cautela medica.
• Qualità del prodotto: preferisci marchi con test di terze parti, stabilità del CFU fino a scadenza e etichetta completa (ceppi, CFU, modalità di conservazione).

Come scegliere il prodotto giusto (check rapido)


1. Cerca il ceppo specifico e studi pubblicati sullo stesso.
2. Controlla la dose (CFU) e che sia garantita fino alla scadenza.
3. Preferisci formulazioni multi-ceppo validate per immunità o GI distress se questo è il tuo obiettivo.
4. Verifica certificazioni di qualità e condizioni di conservazione (refrigerazione o stabilità a temperatura ambiente a seconda del prodotto).

Conclusione
I probiotici rappresentano oggi una risorsa concreta e scientificamente investigata per sostenere immunità, ridurre sintomi gastrointestinali e — per alcuni ceppi — favorire adattamenti utili all’endurance e al recupero. La scelta deve essere mirata: ceppo, dose e durata sono i fattori determinanti. Sperimenta con prodotti con trial clinici, monitora i tuoi sintomi e dialoga con lo staff medico/nutrizionale che ti segue. Con approccio ragionato, i probiotici possono diventare un alleato stabile nel kit dell’atleta moderno.

FAQ
D: I probiotici migliorano la performance subito?
R: No — i benefici si sviluppano nel tempo (settimane) e sono mediati da riduzioni di infiammazione, URTI e disturbi GI, non da un effetto “energia” immediato.
D: Quale ceppo scegliere per resistenza?
R: Lactobacillus plantarum (isolati come PL-02/TWK10) ha dati interessanti; cerca prodotti con studi sul ceppo specifico.
D: Quanto tempo prima di una gara devo iniziare?
R: Idealmente settimane (4–12) prima per stabilizzare il microbiota; l’uso acuto in gara non è raccomandato come strategia principale.
D: Possono causare problemi?
R: Nella maggior parte dei casi no; i disturbi transitori GI sono i più comuni. Persone con sistema immunitario compromesso devono consultare un medico.



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